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venerdì, 28 settembre 2007
 

A sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa.
postato dal Ministro thomasmann | link | 11:21 | commenti (2)(pop-up) | commenti (2) (in lista)

comunicati, campagne


giovedì, 12 luglio 2007
 

Piccolo excursus su potere, comando ed egemonia

In una società capitalistica complessa si integrano relazioni di potere palesi e forme quotidiane di esercizio di micropoteri, presenti dappertutto e a tutti i livelli della società.

Esse dipendono l'una dall'altra e si stabilizzano reciprocamente.
Il potere non funziona solo attraverso la coercizione, ma anche attraverso offerte di identificazione: in una cultura del dominio in cui i conflitti sociali vengono regolati soprattutto attraverso gerarchizzazioni, e di conseguenza appaiono risolvibili solo in questo modo, (quasi) tutti gli individui collaborano al mantenimento dei rapporti, cercando di costruire la propria posizione in contrapposizione a quanti si trovano in una condizione peggiore della loro.
Non solo i conflitti tra classi, ma anche le gerarchie etniche e la disparità uomo-donna funzionano (sebbene in modo diverso) secondo i principi della sottomissione e dell'autocollocazione nell'ambito sociale prestabilito.

Un esempio è l'autoetnicizzazione come conseguenza delle definizioni sociali. E' vero che essa può avere un potenziale rivoluzionario, perché proprio gli stessi gruppi che vengono definiti dall'esterno in base a stereotipi e pregiudizi, rivendicano poi una propria identità e autodeterminazione...
Ma allo stesso tempo l'etnicizzazione può agire come stabilizzatore sociale, poiché le stesse definizioni che giustificano l'oppressione, non fanno che riprodursi mediante l'assunzione del modello di identificazione razziale offerto dal potere.

Il modo in cui, nelle società borghesi avanzate, viene esercitato e mantenuto il comando senza bisogno di esercitare una violenza diretta, può essere illustrato col concetto di "egemonia" elaborato da Antonio Gramsci.
Il dominio della classe borghese non si basa solamente sul suo accesso ai mezzi di produzione, ma si produce e riproduce a livello della sovrastruttura dell'ideologia.

E' tuttavia inutile andare in cerca di una precisa "ideologia dominante" coercitiva, poiché la classe borghese stipula continuamente patti con le altre classi e con gli altri gruppi.
In tal modo vengono integrati nell'ordine capitalistico dominante elementi di numerose altre ideologie.

Il consenso che ne deriva rende complici dominante e dominato sul terreno delle idee e delle rappresentazioni.
Tale consenso non è privo di contraddizioni: esso associa elementi eterogenei e non sincronici, e permette anche conflitti.
Il modo in cui tali conflitti vengono "naturalmente" definiti è però definito dalla borghesia, in base a parametri sociali prestabiliti.
Nella capacità di inserire nell'ordine della società borghese anche contraddizioni sociali e culturali, si manifesta quella che Gramsci chiama egemonia della classe dominante.

L'egemonia non si produce solo a livello verbale-discorsivo, ma anche nel modo in cui le norme sociali (borghesi) determinano la vita quotidiana degli uomini: essa nasce dall'imposizione e dall'applicazione di norme di relazione, simboli e modi di comunicazione; essa nasce dal campo della grammatica culturale. Le forme culturali sono così elementi determinanti della riproduzione dei rapporti sociali di dominio, esse sono, per la loro entità, almeno altrettanto importanti delle istituzioni dell'apparato statale.

(Fonte: Handbuch der Kommunikationsguerilla)
postato dal Ministro Galdo | link | 15:59 | commenti (4)(pop-up) | commenti (4) (in lista)



venerdì, 22 giugno 2007
 

TFR vol. 2

Facendo seguito a quanto scritto da Galdo, non è importante sapere se lo scippo del TFR l'ha iniziato Cric o Croc (primi nomi dei futuri Stanlio ed Ollio). Se Stanlio Berlusconi ha iniziato lo scippo, Ollio Prodi l'ha terminato. Il punto è: cos'è il TFR? Il TFR è una quota dello stipendio che viene trattenuta dall'azienda per renderla al lavoratore al termine del rapporto (di lavoro, ovviamente). In parole povere, fare una legge che impone ai lavoratori di decidere a chi dare il proprio TFR equivale ad introdurre una tassa che colpisce un reddito già tassato sequestrandolo di fatto al suo legittimo proprietario. Difatti, se non posso tenere per me il TFR gestendolo come meglio credo, ma sono costretto per legge a versare detto TFR nelle tasche di qualcuno che non conosco se non tramite mezzi pubblicitari, mi ritrovo nella situazione che prima il mio stipendio era 100,00 + circa 8,70 di TFR, ora diventa 100,00 + 2,00 dita negli occhi.
Nel momento che mi viene tolto il diritto di decidere cosa fare del denato guadagnato già al netto delle tasse, perchè dovrei stare a disquisire su chi ha iniziato o su chi ha finito? Quando prenderemo atto che Stanlio ed Ollio interpretano lo stesso film?
postato dal Ministro ivanattila | link | 15:09 | commenti (2)(pop-up) | commenti (2) (in lista)

ministero delleconomia


sabato, 16 giugno 2007
 

La Democrazia

postato dal Ministro Galdo | link | 22:24 | commenti (pop-up) | commenti (in lista)

memorie, vicepresidenza del consiglio


mercoledì, 13 giugno 2007
 

Il Business del TFR



Il 30 Giugno si avvicina...


Per chi non avesse ancora deciso sul futuro del proprio TFR,
lascio un documento interessante.

Vorrei solo ricordare, non in vena polemica ma solo per correttezza, che la riforma del TFR, ovvero D.L. 5 dicembre 2005  n.252 (Decreto Maroni) è stata voluta e portata avanti dal governo Berlusconi.

Altra legge riguardante questo "spinoso" tema è la Legge 23 agosto 2004  n.243 (Berlusconi).

Si tratta di chiarezza in quanto vedo manifestini, giornali (di destra), etc. i quali sfruttando l'ignoranza dell'uomo di strada la spacciano come una truffa del governo Prodi.

Sempre per correttezza di informazione, c'è da dire che il governo Prodi non ha fatto altro che portare avanti questa legge truffa ma non solo, degna ciliegina sulla torta,
di concerto con i sindacati cgil cisl e uil ha anticipato di un anno l'entrata in vigore.
Quindi anche l'attuale Governo non è che non abbia le sue colpe, anzi...

Ma non è questo il post per approfondire analisi su questo Governo di finta sinistra.

L'informazione al cittadino è stata portata avanti su tre fronti:

uno dal governo Prodi che ne ha tessuto le lodi, a parte il Ministro Ferrero
(uno dei pochi intellettualmente onesti e che ha votato contro),

uno dalle assicurazioni, e anche questi sappiamo bene quale interesse hanno a rastrellare soldi,

e per ultimo, il più dannoso, dai sindacati cgil cisl e uil, che hanno fatto fior di assemblee tra i lavoratori per convincerli a trasferire il TFR ai fondi (che abbiano qualche interesse anche loro?)

Termino lasciando questo documento fatto molto bene (a mio parere), un documento scritto da chi non ha nessun interesse nè che il TFR vada alle assicurazioni nè che rimanga in un fondo INPS, quindi.. fate Voi i conti.

Il sottoscritto i suoi conti li ha fatti e il suo TFR rimane in Azienda.
Se i "signori" delle banche e delle assicurazioni vorranno acquistare SUV sempre più grossi o ville sempre più luccicanti non lo faranno certo con i miei soldi  :-)

Comunque, ognuno decida liberamente, è questo il bello della "democrazia"...  o no??

Il documento è questo qui sotto:



Nota per i "pigri" che non hanno tempo o voglia di leggere tutto il documento, ricordo che con la forma del silenzio assenso (anche questa molto democratica) chi non operasse nessuna scelta entro il termine del 30 giugno, si vedrà trasferito il TFR automaticamente in un fondo pensione, senza possibilità di poter cambiare idea in un secondo momento, possibilità che invece chi esprime nero su bianco la scelta di lasciarlo in Azienda potrà sempre avere, cioè di optare per un fondo in un secondo tempo. E anche questo fatto la dice lunga...

Buona Lettura e Saluti Rivoluzionari a chi mi legge.

P.S. per chi non riuscisse a visualizzarne il contenuto, installare Adobe Reader

Non è finita qui, lascio questo video di una puntata di Report andata in onda il 21 maggio 2006:




P.S. per chi non riuscisse a visualizzarne il contenuto, se utilizza Internet Explorer, richiede l'installazione di Adobe Flash Player  (in automatico, basta cliccare su installa nel popup che appare, poi il video dopo pochi secondi parte), se utilizza Firefox (anche l'ultima versione la 2.0.0.4) installare il Plug-in ActiveX, li trovate a questo url (il primo della tabella va bene) - Nota: in questo caso, cioè con Firefox, dopo aver installato il Plug-in chiudere tutte le finestre di Firefox e riavviarlo.


postato dal Ministro Galdo | link | 03:26 | commenti (4)(pop-up) | commenti (4) (in lista)

comunicati, notizie, vicepresidenza del consiglio


lunedì, 21 maggio 2007
 

Vie dei rifiuti - T2.


InvitoLibroIacuelliSA
Sabato 26 Maggio alle 18:30
, nell'ambito della manifestazione "Tutti insieme per....", Via Mauri, (zona Mercatello) Salerno, la Libreria Baol presenta il libro "Le vie infinite dei rifiuti" di Alessandro Iacuelli.
 
Qui c'è la mappa
 
Interverranno:
Alessandro Iacuelli, giornalista, autore del libro.
Vincenzo Venditto, prof. associato di chimica industriale, Università degli Studi di Salerno.
 
Alessandro Iacuelli è giornalista free lance. Fa parte della redazione della testata on-line Altrenotizie (www.altrenotizie.org), per la quale ha curato tra l'altro, inchieste sull'emergenza gas dell'inverno 2005/2006, sul nucleare in Italia e sui rifiuti tossici e le ecomafie in Italia meridionale.
Di origine napoletana e laureato in Fisica, da anni si sta occupando a tempo pieno della particolare "emergenza" che vive la Campania da quasi 15 anni, tornando a seguire la "sua" terra, il commissariamento straordinario dei rifiuti, le attività ecomafiose legate alla presenza camorristica, e l'aspetto sanitario che sta provocando un aumento dei casi di cancro nella regione.
 
Vincenzo Venditto dal 1996 svolge attività di ricerca presso l'Università di Salerno, dove ricopre il ruolo di prof. associato di chimica industriale. Larga parte della sua attività di ricerca ha riguardato aspetti relativi alla caratterizzazione chimico-fisica e strutturale dei materiali polimerici. La sua attività di ricerca è testimoniata da 46 articoli pubblicati su riviste scientifiche di carattere internazionale, nonché da 4 brevetti industriali.
Tra le attività didattiche c'è anche un corso (1 CFU) su "Gestione dei Rifiuti" per la Laurea in Chimica, indirizzo Chimica dell'Ambiente e dei Beni Culturali.


postato dal Ministro simichan | link | 13:10 | commenti (1)(pop-up) | commenti (1) (in lista)

iniziative


venerdì, 04 maggio 2007
 

Posta Prioritaria

Gentile Luca Cordero di Montezemolo,

il presidente di Federmeccanica, che fa parte della Confindustria, dice che l'aumento di 100 euro all'anno chiesto dagli operai è "una proposta ridicola" perchè ci metterebbe "fuori dal mercato". E lei ha dichiarato che la ripresa economica dell'Italia è "esclusivamente merito delle imprese". Eppure lei stesso ripete sempre che un'impresa non è fatta solo dagli imprenditori e dai manager, ma anche dai lavoratori.
Dunque tutti dovrebbero essere premiati per il loro lavoro. Invece i manager in Italia guadagnano molto di più dei loro colleghi del resto d'Europa, mentre i lavoratori molto di meno. In Italia un operaio guadagna in media, al lordo, 21mila euro, contro i 29mila della Francia, i 32 della Svezia, i 35 del Belgio, i 37 dell'Olanda, i 39,7 della Gran Bretagna, i 41 della Germania, i 42 della Danimarca. Qualche anno fa, un tale disse: "se i nostri operai guadagnano poco, le macchine che gli facciamo costruire chi se le compra?"

Tra il 2000 e il 2005, secondo l'Eurispes, in Europa gli stipendi sono aumentati del 20%, in Italia del 13,7. Da noi gli stipendi dei lavoratori aumentano ogni anno del 2,7%, mentre quelli dei manager del 17%, otto volte l'inflazione. Lo stipendio medio dei primi cento top manager italiani è di 3,4 milioni all'anno, 7 miliardi di lire: guadagnano 160 volte lo stipendio di un operaio, prendono in due giorni quello che un operaio prende in un anno.

In ogni caso la Fiat, con le sue mani e con la cassa integrazione, s'è rimessa in sesto grazie a un manager come Marchionne. Che dunque si merita tutti i 7 milioni di euro che guadagna all'anno, poco meno di quelli che guadagna lei. Ma, se il mercato ha un senso, chi ottiene risultati dovrebbe guadagnare molto e chi va male dovrebbe guadagnare poco, o farsi da parte. Mi sa spiegare allora perchè, visto come va la Telecom, il manager più pagato d'Italia è proprio Carlo Buora della Telecom, con 18.860 milioni di euro nel 2006 tra stipendio e liquidazione Pirelli? E perchè Tronchetti Provera guadagna come Marchionne che ha risanato la Fiat?

Poi c'è Cimoli, che ha così ben ridotto l'Alitalia: guadagna 12mila euro al giorno, quello che un operaio guadagna in un anno. Il presidente di Air France guadagna un terzo: ma la compagnia francese è in attivo, mentre la nostra perde un milione al giorno.
Dopo due anni e mezzo disastrosi, col buco Alitalia salito a 380 milioni, Cimoli per andarsene ha pure preso 5 milioni di liquidazione.

Alberto Lina è l'amministratore delegato dell'Impregilo, capogruppo della ditta che smaltisce così bene i rifiuti in Campania: guadagna addirittura più di lei, 7,3 milioni.
Anche lui prende in un giorno quanto un suo operaio guadagna in un anno.

Dov'è il mercato? Dov'è la meritocrazia?

La prima regola del mercato è che tutti rischiano qualcosa, e chi sbaglia paga.
Voi top manager, invece, non rischiate mai nulla. Se avete successo, vi aumentate lo stipendio. Se fallite, ve lo aumentate lo stesso. Se vi cacciano, vi guadagnate una fortuna con le superliquidazioni. Poi passate a far danni da un'altra parte. E se non garantite la sicurezza o la salute dei vostri dipendenti, loro pagano con la vita, per voi c'è l'indulto. Con la certezza di morire di morte naturale, nel vostro letto.
Gli operai invece muoiono al lavoro come le mosche, al ritmo di quattro al giorno.
Andare a lavorare, in Italia, è più pericoloso che andare in guerra. Ogni anno muoiono 1250 lavoratori italiani, la metà delle vittime delle Torri Gemelle, meno dei morti di tutto il mondo per attentati terroristici. E un milione restano feriti.

Ora lei, dottor Montezemolo, è preoccupato che il tesoretto si disperda in mille rivoli.
Giusto. Ma perchè non parlate mai del tesorone dell'evasione fiscale, 200 miliardi all'anno? E del tesorone del lavoro nero e sommerso, il 27% del PIL, cioè 400 miliardi?
E del tesorone delle mafie, 1000 miliardi di euro?

La legge sul falso in bilancio varata dal governo Berlusconi e finora confermata, in barba alle promesse elettorali, dal governo Prodi, consente a ogni impresa di occultare dai bilanci fino al 5% dell'utile prima delle imposte, al 10% delle valutazioni e all'1% del patrimonio netto. Centinaia di milioni di nero legalizzato per ogni grande gruppo. Una sorta di modica quantità di falso in bilancio consentita, come per la droga, per uso personale.

Non vi vergognate di una situazione del genere, che vi rende tutti sospettabili?
Il "mercato" è anche 25 anni di galera per chi trucca i bilanci, come in America: o no?
Perchè allora non avete detto una parola contro la depenalizzazione del falso in bilancio? Perchè Confindustria non fa una grande battaglia per importare in Italia la legge americana sui reati finanziari?

Vedrà che, recuperando un pò di evasione, si potranno garantire case, asili e pensioni al popolo dei 1000 euro al mese, che con un giusto aumento di stipendio potrebbero fare un bel passettino in avanti. Perchè, come diceva quel tale, "se gli operai guadagnano poco, le macchine che costruiscono chi se le compra?".

A proposito: lo sa chi era quel tale? Non era Marx, e nemmeno il subcomandante Marcos. Era l'avvocato Agnelli.

In attesa di un cortese riscontro, porgo distinti saluti.

Marco Travaglio

postato dal Ministro Galdo | link | 16:10 | commenti (1)(pop-up) | commenti (1) (in lista)



martedì, 13 marzo 2007
 

Carta Canta

Legge elettorale, ultimatum di Chiti
"Accordo entro febbraio o salta tutto"


ROMA - Scatta il conto alla rovescia per la legge elettorale. "Entro febbraio il Governo presenterà un documento di linee guida sulla nuova legge elettorale" annuncia il ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti. Dopo gli incontri con maggioranza e opposizione sulla riforma elettorale il ministro diessino vede "le condizioni per un intervento profondamente innovativo che renderebbe non più percorribile la strada referendaria''. Ma servono tempi rapidi. "Entro le prossime settimane, entro febbraio, altrimenti sarà troppo tardi'' dice Chiti al Sole 24 Ore. E anche il presidente del Senato Franco Marini incalza: "E' urgente cambiare la legge".


continua...

entro febbraio mi raccomando...


postato dal Ministro Galdo | link | 00:54 | commenti (2)(pop-up) | commenti (2) (in lista)

vicepresidenza del consiglio, fenomeni da baraccone


giovedì, 22 febbraio 2007
 

Caro Galdo, hai ragione, qualcuno ha la memoria corta.
postato dal Ministro xx-maria | link | 19:34 | commenti (3)(pop-up) | commenti (3) (in lista)



mercoledì, 21 febbraio 2007
 

il rieducando

Sarebbe troppo facile postare che Prodi ha dato le dimissioni e bla bla bla.
L'hanno già postato su 753 blog :-)

L'unica cosa a suo favore è quella che si chiama coerenza.
E con questa decisione l'ha dimostrato pienamente.
Pur non essendo un suo sostenitore glie ne do atto.

C'è stato qualcuno che invece, pur essendo stato battuto in aula 83 volte, non ci ha mai pensato minimamente ad abbandonare la poltrona.. Era troppo impegnato ad evitare la galera.

Ok, chiusa parentesi, il post che pubblico è quello che segue:

Il rieducando

Visto che è martedì grasso, la domanda è la seguente: che cosa si rischia, in Italia, corrompendo un giudice e un perito per vincere una causa persa e far condannare una banca pubblica, l'Imi, a versare a un petroliere malfamato un risarcimento non dovuto di 1000 miliardi presi direttamente dalle nostre tasche, e mettendosi in saccoccia una mazzetta di 21 miliardi?

Risposta: il massimo della pena sono 4 legislature in Parlamento e una nomina a ministro della Difesa, un calvario terribile che si conclude con una condanna a 6 anni puramente virtuale: grazie all'ex Cirielli, di quei 6 anni si scontano ben 4 giorni e mezzo in carcere e 9 mesi e 10 giorni a domicilio, poi grazie all'indulto si ottiene lo sconto di 3 anni e si passa ai servizi sociali per rieducarsi prestando «consulenze legali» (si fa per dire) alla comunità di ex tossici e alcolisti di don Picchi. Il tutto restando miracolosamente deputato e conservando l'indennità parlamentare, con annessi e connessi. C'è della perfidia, nella decisione del Tribunale di sorveglianza proprio nel momento clou di Carnevale.

Tipico caso di «giustizia a orologeria», perché l'affidamento del disonorevole Previti alla comunità di don Picchi è destinata a mettere di buonumore l'intero mondo del crimine (lui aveva addirittura chiesto di lavorare presso la onlus "Operation Smile", ma il giudice deve averla ritenuta troppo allusiva). Intanto, è la prova provata che i nostri legislatori sono umoristi finissimi. Poi dimostra che, in Italia, delinquere conviene: se quello che i giudici del Tribunale di Milano definirono «il più grave caso di corruzione della storia d'Italia e non solo» costa al colpevole numero uno la bellezza di 4 giorni e mezzo di reclusione, dopodichè può tornare a godersi il bottino, c'è speranza per tutti.

Il fatto poi che il giudice di Roma l'abbia condannato a scontare la pena facendo l'avvocato, cioè la professione che gli serviva per delinquere, è un tocco di finezza in più. Anche perché l'Ordine forense, dopo la condanna definitiva, aveva sospeso Previti dall'attività in attesa di valutare se espellerlo. Può un avvocato sospeso esercitare la professione? Nel Paese di Azzeccagarbugli, una soluzione si troverà. Del resto, dal 4 maggio 2006 Previti è ufficialmente interdetto in perpetuo dai pubblici uffici per decisione della Cassazione e dunque privo dell'elettorato attivo, ma quei buontemponi della giunta della Camera han trovato il modo di non metterlo alla porta (non può votare alle elezioni, ma alla Camera sì).

I più spiritosi sostengono che il deputato non è un pubblico ufficiale (mentre il segretario comunale o il consigliere circoscrizionale sì). Altri, strepitosi, argomentano che l'affidamento al servizio sociale estinguerebbe l'interdizione perpetua, e dunque bisogna attendere che l'affidato completi la sua missione presso il Ceis (1 anno e 7 mesi) per vedere se può restare a Montecitorio. Altri ancora, ai confini della realtà, ipotizzano di nominare un deputato supplente - il primo dei non eletti di Forza Italia - che gli tenga in caldo lo scranno fino al rientro e poi levi il disturbo. I più temerari ventilano la possibilità che Cesare, nella lunga libera uscita tra le 7 e le 23, si divida tra il Ceis e Montecitorio.

In fondo anche la Camera è una comunità di recupero, dove si rieducano una novantina di pregiudicati, imputati, inquisiti, prescritti e miracolati. Sei anni fa un altro deputato-detenuto, Gianstefano Frigerio, forzista, ottenne l'affidamento al servizio sociale proprio alla Camera, anche se il giudice raccomandò di non esagerare: tre giorni al mese, non di più, per evitare brutti incontri che avrebbero pregiudicato il percorso rieducativo. Restano da chiarire le esatte mansioni del rieducando.

La dizione «consulenze legali» è troppo vaga, e definire «legale» Previti o qualunque cosa abbia a che fare con lui appare francamente eccessivo: forse il giudice di sorveglianza avrebbe dovuto precisare che, fra le consulenze consentite, non rientra quella di comprare i giudici con «'na borzata de sordi», come ai bei tempi. Se don Picchi dovesse vederlo avviarsi in Tribunale con una valigetta di banconote fascettate, sa quel che deve fare.

Marco Travaglio
da l'Unità del 20 febbraio 2007

postato dal Ministro Galdo | link | 21:11 | commenti (pop-up) | commenti (in lista)

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